Mercato impiantistica sportiva

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22.07.2014

Le caratteristiche e la dimensione economica delle istituzioni sportive non profit in Italia

Un documento elaborato dall'ISTAT sulla base del censimento delle istituzioni non profit al 31 dicembre 2011

Categorie: sport, sport news, mercato impiantistica sportiva, istituzioni sportive,

a cura della redazione di Sport Industry

Presentato in data 14 luglio 2014: Il non profit dello sport, un documento elaborato dall'ISTAT sulla base del 9° Censimento dell’industria e dei servizi e Censimento delle istituzioni non profit effettuato al 31 dicembre 2011 .

Il documento mette in evidenza le caratteristiche e la dimensione economica delle istituzioni non profit che svolgono in prevalenza attività sportive in Italia, in rapporto al settore delle istituzioni non profit in generale.

Al 31 dicembre 2011, le istituzioni non profit che svolgono in via prevalente attività sportive sono 92.838, pari al 30,8% del totale delle istituzioni non profit censite. A queste si aggiunge il 7,7% di istituzioni, che svolgono attività sportive come area di intervento secondaria, per un totale di 114.287 unità.

Più della metà delle istituzioni sportive rilevate è di recente costituzione, il 61,5% è sorto dopo il 2000 (a fronte del 51,1% del totale non profit). Le istituzioni sportive storiche, nate prima del 1970, rappresentano solo il 4,1% del totale (7,1% nel totale del non profit).

Per quanto concerle la struttura organizzativa delle istituzioni sportive, essa è di carattere quasi esclusivamente associativa (il 98,5% delle unità), mentre le affiliazioni da parte di persone fisiche (ovvero il numero di soci/associati con diritto di voto) sono circa 8,6 milioni.
  

Tra i servizi erogati, solo il 23% gestisce gli impianti

In riferimento ai servizi erogati, il 65,8% delle istituzioni organizza eventi sportivi, il 60% corsi per la pratica sportiva e circa un quinto (23,5%) gestisce impianti sportivi.

Tra gli altri servizi prevale l’organizzazione di eventi, feste, sagre e altre manifestazioni (realizzati dall’8,5 % delle unità rilevate), seguono l’organizzazione di viaggi ed escursioni (4%), di spettacoli di intrattenimento (3,5%) e la gestione di centri aggregativi e di socializzazione (2,7%).

Le istituzioni sportive mutualistiche, cioè quelle orientate al soddisfacimento dei bisogni dei propri soci, sono nettamente prevalenti, raggiungendo una quota pari al 61,7%, molto superiore al valore registrato complessivamente nel settore non profit, pari al 38,2%.

Di rilievo, l’attività orientata a persone con specifici disagi. Sono 6.816 (pari al 13,6% del totale di istituzioni non profit che erogano servizi a persone con disagio) le istituzioni sportive che nel corso del 2011 hanno erogato servizi a particolari categorie di soggetti svantaggiati.
 

Un settore in crescita fondato sul volontariato

Dal confronto con i risultati della rilevazione censuaria de 1999 emerge la dinamicità del settore: le istituzioni sono cresciute del 63%, i volontari dell’84,6%, i lavoratori retribuiti sono più che triplicati.

Lo sport nel non profit, a fine dicembre 2011, conta sul contributo lavorativo di 1 milione di volontari, 1,13 mila lavoratori dipendenti e 75 mila lavoratori esterni, inquadrati come collaboratori coordinati e continuativi, collaboratori a progetto, prestatori d’opera.

Come è evidente, l’organizzazione del lavoro all’interno delle istituzioni è basata su forme contrattuali flessibili, i quali riguardano soprattutto figure professionali come atleti, allenatori, accompagnatori, istruttori e altri (61mila soggetti, pari al 69% del totale dei lavoratori retribuiti – dipendenti e lavoratori esterni – di cui 35mila uomini e 26mila donne).

In linea generale, le istituzioni sportive hanno dimensioni più contenute rispetto a quelle rilevate nel complesso del non profit, contando in media 11 volontari (rispetto a 16), 1 lavoratore retribuito per istituzione (3 in media nel totale del non profit), 93 affiliazioni per istituzione (187 nel totale).
  

La dimensione economica delle istituzioni

Anche in termini di dimensione economica si registrano valori medi più ridotti: le entrate per istituzione sportiva ammontano a 52mila euro a fronte di 212mila euro rilevate in media nel non profit.

Nel corso del 2011 le istituzioni sportive hanno infatti registrato un flusso di entrate economiche di oltre 4,8 miliardi di euro (7,6% del totale relativo al non profit) e di uscite di oltre 4,7 miliardi di euro (8,2%).

Le entrate di fonte privata rappresentano l’88,6% del totale, di cui il 41,3% proveniente da contributi annui degli aderenti e il 28,5% dalla vendita di beni e servizi. Quelle di fonte pubblica rappresentano l’11,4%.

Per quanto riguarda le uscite, si rileva una quota di spese per l’acquisto di beni e servizi pari al 54,2%, nettamente superiore a quella del totale del non profit (38,1%). Di contro, si registra una quota minore di spese per il personale retribuito (rispettivamente del 24% rispetto al 35,2%).

La voce “spese per i collaboratori esterni” (7,5%) supera quella dei dipendenti (6,7%), mentre il restante 9,8% delle spese è per rimborsi a volontari, un valore significativamente più alto rispetto al totale del non profit (pari al l’1,5%). 
   

Per approfondire

Leggi il comunicato stampa diramato dall'ISTAT

Leggi il 9° Censimento dell’industria e dei servizi e Censimento delle istituzioni non profit

  
Foto di apetura da Freeimages.com

 
 
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