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27.03.2020

Le richieste della FIN a sostegno di ASD e SSD

Per permettere alle ASD e SSD di continuare il loro operato sono necessarie nuove attenzioni e risorse che sostengano l’intero comparto sportivo in questo momento di estrema emergenza, per questo motivo la FIN ha elaborato una serie di richieste pensate per supportare queste realtā e, di conseguenza, tutto il mondo dello sport italiano.

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A cura della redazione

             

La Federazione Italiana Nuoto ha sottolineato l’importante urgenza di un confronto, con tutte le autoritā competenti in materia, sulle problematiche legate alla pandemia di Covid-19, a causa della quale moltissimi operatori sportivi rischiano il default e l’inevitabile chiusura, minando alla radice la virtuosa attivitā che unisce circa 64.000 societā, le quali garantiscono il funzionamento degli oltre 150.000 impianti sportivi sul territorio nazionale, pubblici e privati, senza scopo di lucro o con scarsa marginalitā.

Il movimento della FIN, che raccoglie oltre 5,5 milioni di praticanti, č in profonda sofferenza, essendo colpito duramente nel suo cuore costituito dalle quasi 1.500 societā che gestiscono 775 scuole nuoto federali per 1,5 milioni di iscritti e 300.000 tesserati al settore agonistico. Come ha sottolineato la FIN, in base a stime ufficiali lo sport in Italia produce in via diretta l’1,7% del Pil del Paese, vale a dire 30 miliardi di euro. Un valore che, senza le associazioni e le societā sportive dilettantistiche, non sarebbe possibile.

Č evidente che per permettere alle ASD e SSD di continuare il loro operato sono necessarie nuove attenzioni e risorse che sostengano l’intero comparto sportivo in questo momento di estrema emergenza. Per questo motivo la FIN e il presidente Paolo Barelli si stanno impegnando allo scopo di far integrare all’interno del Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18, conosciuto con il nome di “Cura Italia”, o di inserire nei prossimi provvedimenti in calendario, una serie di richieste pensate per supportare e confortare le ASD e SSD e, di conseguenza, tutto il mondo dello sport italiano.

         

Le richieste proposte dalla FIN sono:

• la sospensione dei pagamenti dei canoni pubblici relativi agli impianti sportivi fino a quattro mesi dopo la data di riapertura o, laddove necessario, la revisione del piano economico-finanziario;

• la proroga della scadenza delle concessioni in deroga al codice dei contratti pubblici, permettendo il parziale recupero del periodo di chiusura e del periodo necessario al riavviamento delle attivitā;

• permettere alle associazioni, alle societā sportive e alle altre organizzazioni riconosciute di accedere al Fondo Centrale di Garanzia (PMI) al fine di facilitare l'accesso all'Istituto del Credito Sportivo, o alla Cassa Deposito e Prestiti, o ad altro istituto bancario, per ottenere un finanziamento in tempi rapidi, con rimborso a lungo termine e preammortamento almeno di un anno;

• consentire ai proprietari degli immobili privati che riducano il canone dovuto dalle associazioni, societā sportive e altre organizzazioni riconosciute, di avvalersi di un congruo credito di imposta ai fini del recupero del mancato introito relativo al minor utilizzo della struttura;

• i versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali, dei premi dell'assicurazione obbligatoria e dei termini degli adempimenti fiscali e contributivi vengano sospesi fino al 31 agosto con inizio del pagamento rateizzato a partire dal mese di settembre;

• la costituzione di un fondo presso l'Istituto del Credito Sportivo garantito dal PMI per finanziare la riattivazione delle attivitā e permettere anche il pagamento delle utenze di gas, energia elettrica, acqua, tassa rifiuti e altri costi relativi alla gestione e all'utilizzo degli impianti sportivi;

• l'incremento della somma a disposizione per l'indennitā di marzo spettante ai collaboratori sportivi, in quanto ritenuta insufficiente a soddisfare i potenziali aventi diritto, e implementarla per il mese di aprile;

• il fondo pluriennale Sport e Periferie presso il Ministero dello Sport sia indirizzato per riattivare, ristrutturare e mettere a norma gli impianti in gestione o in uso alle associazioni, societā sportive e altre organizzazioni riconosciute con particolare riferimento a quelli destinati alle attivitā sportive di base e agonistiche;

• prevedere un riconoscimento fiscale (modello ecobonus) per gli interventi di ristrutturazione ed efficientamento degli impianti sportivi effettuato da associazioni e societā sportive e altre organizzazioni riconosciute.

               

Leggi il comunicato ufficiale della FIN

        

 
 
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