Ricerche e studi scientifici

31.10.2018

Muoversi sì, ma sempre con giusta misura

I risultati emersi dallo studio statunitense CARDIA avvalorano l'idea secondo cui evitare l'eccesso è sempre una buona risposta, anche nello sport.

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a cura della Redazione

Uno studio condotto negli Stati Uniti, intitolato CARDIA (Coronary Artery Risk Development in Young Adult Study, letteralmente Studio sullo sviluppo dei rischi per le arterie coronarie nei giovani adulti) ha osservato un campione composto da circa 3.200 persone, monitorando, in un lasso temporale di oltre 25 anni, gli effetti di un’eccessiva attività fisica sul loro organismo.

Va sottolineato che i risultati raccolti evidenziano una semplice concordanza statistica e non un rapporto di causa-effetto. Gli individui bianchi, di sesso maschile, che hanno svolto attività fisica per più di 7 ore e mezzo a settimana, hanno evidenziato una propensione al deposito di calcio nelle arterie coronarie maggiore dell’86%, un fattore di rischio decisivo per eventi cardiovascolari, anche fatali, come infarto o ictus.

Il cardiologo Stefano Bianchi, operativo al Fatebenefratelli San Giovanni Calibita, Isola Tiberina di Roma, ha riferito che la necessità di uno studio come CARDIA “è nata per valutare se, e in che modo, la genetica e lo stile di vita, ovvero dieta e attività motoria, abbiano un'influenza sull'evoluzione della malattia coronarica e sul rischio d'infarto”.

Gli individui che hanno preso parte allo studio all'inizio della sperimentazione, nel 1985, avevano tra i 18 e i 30 anni, mentre alla fine, nel 2011, erano di età compresa fra i 43 e i 55 anni. Sono stati suddivisi in categorie basate sulla mole di attività svolta, periodicamente esaminata. Svolgevano da un minimo di 150 minuti di attività alla settimana (quantità raccomandata dalle linee guida internazionali) fino a raggiungere e superare le 7 ore e mezza a settimana (più di 450 minuti). L’intensità dell’attività variava da un livello moderato - ad esempio una camminata o il giardinaggio - a un grado più intenso, come la corsa o il nuoto, consentendo ai ricercatori di metterne a confronto gli effetti in relazione alla possibile insorgenza di malattie cardiache.

“Questa analisi – ha spiegato Bianchi – ha evidenziato che l’eccessiva attività fisica, addirittura tre volte superiore a quella consigliata dalle linee guida internazionali, potrebbe essere controproducente per la salute delle coronarie”.

La conferma di questa teoria richiede ulteriori indagini, fermo restando che uno stile di vita fisicamente attivo, associato a una alimentazione corretta, è indissolubilmente legato a un buono stato di salute. Ma gli eccessi vanno sempre evitati. Del resto, in media stat virtus.



 
 
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