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Sport in crisi in Abruzzo e Sicilia
L’impiantistica sportiva di Abruzzo e Sicilia versa, per ragioni diverse, in pessime condizioni. La Commissione sport del Comune dell’Aquila, presieduta dal vicesindaco Giampaolo Arduini, ha espresso serie preoccupazioni in merito ai ritardi nel ripristino degli impianti sportivi sul territorio. I finanziamenti promessi dalla Protezione civile non sono mai arrivati, e i ritardi rischiano di compromettere anche la prossima stagione sportiva. Come ha denunciato Arduini, «è assolutamente ingiustificato e non più tollerabile che tutti gli impianti sportivi del territorio siano rimasti abbandonati a se stessi.» L’Assessorato, di concerto con la Commissione sport del Comune dell'Aquila, è pronto a offrire ogni possibile azione affinché si possa fare un utile passo in avanti per ritornare alla normalità.
La Sicilia si trova invece a fare i conti con un sisma di diversa natura: il drastico taglio dei fondi pubblici. Come evidenziato dal Coni, dal 2000 a oggi lo sport siciliano non è più cresciuto. Nell’ultimo decennio, la Regione siciliana ha infatti ridotto di quasi l’80% i suoi investimenti nel settore sportivo. A fronte di un bilancio di oltre 28 miliardi di euro, la cifra destinata allo sport ammonta solamente a circa 8 milioni di euro (pari allo 0,028% del bilancio). Il numero delle società sportive è rimasto pressoché identico, passando dalle 4.917 del 2000 alle 5.062 registrate nel 2010, mentre il numero di atleti tesserati agonisti è lievemente aumentato grazie alla nascita di nuovi sport, come la danza sportiva, passando complessivamente dai 179.249 del 2000 agli attuali 197.926.
Il quadro generale rimane comunque negativo: carenza d'impianti, riduzione delle ore di educazione fisica a scuola, manifestazioni annullate. A pagarne le maggiori conseguenze sono proprio gli sport più diffusi come il calcio, che ha perso 11mila tesserati, il nuoto (1.500) e il basket (2.200). Secondo i recenti dati Censis, la Sicilia è penultima in Italia per numero di praticanti. Il 52% della popolazione è sedentaria (contro il 15% del Trentino) e la percentuale di bambini obesi sfiora il 50% (rispetto il 42% del Nord Italia). Se poi consideriamo l’impiantistica sportiva, la Sicilia si colloca all’ultimo posto in Italia: 70 impianti sportivi e 104 spazi elementari ogni 100 mila abitanti contro i 138 e i 253 della media nazionale.
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