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Il punto sul mercato del benessere
Le imprese legate al benessere sono in Italia più di 30mila, e si concentrano in prevalenza (78%) nelle regioni del Nord. Il peso maggiore è dei centri estetici (che rappresentano l’80% del totale), seguiti dalle palestre (12%) e dai centri benessere (8%), mentre gli addetti sono circa 70mila. Si stima inoltre che il giro annuo d’affari sia di circa 21 miliardi di euro. A diffondere questi dati relativi al 2008 è l’Aiceb (Associazione Italiana Centri Benessere), secondo la quale negli ultimi anni il mercato del benessere italiano è stato interessato da un “notevole sviluppo sia quantitativo che qualitativo”.
Oltre all’apertura di nuovi centri – 6mila in più tra il 2004 e il 2008, pari a un aumento del 24% – si sono anche affermati nuovi modelli di consumo, con una domanda crescente di servizi che integrano i trattamenti termali con il fitness, la bellezza e il relax. Se poi si prendono in considerazione anche i più di 3.700 esercizi ricettivi presenti nelle località termali e del benessere, il totale delle imprese del settore supera le 34mila unità. Nel 2009 la crisi si è purtroppo fatta sentire, con una riduzione dei clienti e dei trattamenti pari al 6-7%.
Nel complesso, comunque, il settore ha tenuto abbastanza bene, soprattutto per quanto riguarda le strutture ricettive nelle località termali e del benessere: da questo punto di vista, le mete preferite sono state Veneto, Toscana, Campania ed Emilia-Romagna. La composizione percentuale delle attività di benessere all’interno delle diverse regioni evidenzia una maggiore specializzazione del Nord nei centri benessere, del Centro nei servizi estetici e del Sud nei fitness/wellness club.
A fronte di un peso economico crescente, il settore soffre tuttavia della mancanza di una legislazione specifica: i confini tra cura medica e trattamento estetico sono tuttora confusi, così come poco chiari sono i requisiti strutturali, professionali e organizzativi che le strutture dovrebbero possedere a tutela degli utenti. La “Legge quadro sulla disciplina dei centri benessere”, presentata alla Camera dei deputati lo scorso 25 febbraio, si propone di risolvere proprio questi problemi.
Come sottolineato nella proposta di legge, occorre definire «ruoli e funzioni dell’intero comparto, costituito oggi da tante realtà (…). In tale situazione è di estrema importanza il poter disporre di regole minime, uniformi sull’intero territorio nazionale, per il rilascio delle autorizzazioni.»
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